Maurizio Carucci

Il collettivo agricolo Cascina Barban

Maurizio Carucci è nato a Genova nel quartiere di Marassi ma resosi conto che non era la vita tra i palazzi quello che lo interessava con la sua compagna, ha cercato un posto che li facesse innamorare, un posto che "trasmettesse loro la gioia di essere lì". In Val Borbera hanno trovato la borgata Cantine di Figino ad Albera Ligure e vi hanno fatto nascere il Collettivo Cascina Barban. Coltivano una varietà storica di fagioli della Val Borbera, grani storici e praticano una viticoltura di appennino, fata di piccoli appezzamenti con la presenza di più varietà nei piccoli filari. Amanti della "misticanza" la praticano sia nella coltura dei grani sia nella selezione dei vitigni. Oltre al timorasso, varietà storica della valle, sono stati mappati e selezionati con l'aiuto di un ampelografo anche altre varietà di cui tre entreranno in produzione. Coscienti dello stretto legame tra il territorio, la comunità che lo abita e i prodotti della terra hanno fatto rinascere un mercato contadino e una filiera corta sul pane.

Per Maurizio e il Collettivo Cascina Barban il destino dell'appennino è quello di puntare sulla microterritorialità, sulla varietà storica, sulla razza autoctona. Solo grazie a questi patrimoni tramandati nei secoli si può riuscire a valorizzare le piccole quantità prodotte rivendicando il fatto di non essere industria e dando così nuove prospettive alla vallata.

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Il progetto “Le ragioni della terra. Parole, gesti e storie dell’agricoltura piemontese”, realizzato da Regione Piemonte - Direzione Agricoltura in collaborazione con il Laboratorio “Granai della memoria” dell’Università degli Studi di Scienze Gastronomiche, è stato avviato nella primavera del 2017 con l’obiettivo di individuare, selezionare e raccogliere testimonianze rappresentative della complessità e diversificazione territoriale, culturale e imprenditoriale del sistema agricolo piemontese.

Il metodo che ha portato all’individuazione dei soggetti da intervistare, sulla base dell’esperienza di indagine etnografica e di campionamento maturata nel corso degli anni dal Laboratorio “Granai della memoria” ha un punto di partenza geografico rappresentato dai 15 areali in cui il territorio regionale piemontese è stato suddiviso all’interno del Piano paesaggistico regionale. Per ciascun areale sono state quindi indagate almeno due realtà imprenditoriali, avendo cura di rappresentare comunque un’articolazione provinciale e una copertura delle diverse filiere produttive del comparto agricolo piemontese. Successivamente, si è lavorato per individuare soggetti da un lato detentori di specifiche conoscenze di natura orale e gestuale in campo agricolo, dall’altro con un vissuto biografico ed esperienziale diversificato: il risultato è uno scenario in cui convivono aziende di tradizione secolare e plurisecolare a fianco di nuove forme di imprenditorialità, sovente portate avanti con originalità e creatività da “neocontadini”, persone che per esperienze di vita e percorsi lavorativi si sono avvicinate al mondo agricolo non già per continuità con l’impegno famigliare ma per scelta.

Le testimonianze raccolte hanno preso la forma di 35 video-interviste della durata di 3-5 minuti che sono disponibili sul portale di Regione Piemonte “Piemonte Agri Qualità” (www.piemonteagri.it), mentre in questa sezione del portale “Granai della memoria” sono archiviate le interviste intere.

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