Debora Garino
Aglio di Caraglio: Il gusto delicato che custodisce il territorio
Debora Garino è presidente del Consorzio di valorizzazione, promozione e tutela dell’aglio di Caraglio fondato nel 2008 per recuperare una coltivazione storica che rischiava l'estinzione. Il Consorzio rappresenta oggi venti produttori accomunati da un rigoroso disciplinare biologico, dall'etica della trasparenza sulla provenienza del proprio prodotto e da un legame profondo con il proprio territorio.
Debora Garino mette in luce l'unicità dell'aglio di Caraglio, definita da un terroir calcareo e da un microclima di fondo valle che favorisce un'essiccazione lenta, naturale che avviene su graticci. Il risultato è un prodotto d'eccellenza, celebre per la sua straordinaria conservabilità e una delicatezza organolettica che lo rende unico nella preparazione della bagna cauda, garantendo un'altissima digeribilità.
Il Consorzio non si limita alla produzione agricola, ma agisce come presidio culturale per tramandare alle nuove generazioni un patrimonio fatto di storia, leggende e sostenibilità ambientale. Intorno all'aglio infatti c'è anche una forte dimensione sociale, dal coinvolgimento delle scuole alla tradizione dell'aglio bambino in occasione dell'annuale festa di san Giovanni.
Indice del video
- Presentazione
- La ripresa della coltivazione dell’aglio di Caraglio
- Un ingrediente fondamentale per la bagna cauda
- La conservazione
- Un aglio tutto al naturale
- Il ciclo produttivo
- San Giovanni, il falò e l’aglio
- Perché l’aglio a Caraglio?
- La fase più delicata della coltivazione
- La trasformazione del prodotto
Dati intervista
Nazione: IT
Regione: Piemonte
Città: Caraglio
Debora Garino
Data di nascita: 09-06-1973
Città: Caraglio
Professione: Imprenditore
Lingue parlate: Italiano
Scheda di: Laura Bugliazzini
Video di: Andrea Icardi, Laura Bugliazzini
Creato il: 24-02-2026
Questo video fa parte del seguente archivio
Nutrire l'identità piemontese: storie di bagna cauda
Nutrire l'identità piemontese: storie di bagna cauda
La bagna cauda è un complesso e articolato sistema gastronomico costituito in parte dagli ingredienti che la compongono, ma soprattutto da un corredo di aspetti della cultura capace di veicolare simboli, tradizioni, saperi delle comunità del Basso Piemonte dalle quali è considerata cibo identitario.
Un piatto nel quale ogni variante della ricetta fa parte di una tradizione diversa: centinaia di possibili preparazioni che differiscono tra di loro, accomunate da tratti distintivi quali la convivialità, la condivisione, l’ironia, la celebrazione di un evento festivo non solenne. Un’unica convergenza che rappresenta il filo conduttore di questo archivio nel quale si trovano interviste di agricoltori, cuochi, e di coloro che vivono l’esperienza della pratica della bagna cauda come un momento di comunione col cibo e la collettività.
Un significato che, negli ultimi dodici anni, l’Associazione Culturale Astigiani ha saputo cogliere, proponendo alle comunità piemontesi, non solo residenti in Piemonte, la partecipazione al Bagna cauda day. Un’iniziativa di grande successo che, nell’edizione del 2024, ha coinvolto oltre 30.000 commensali.


