Alessandro Putzu
La mia Dora: Alessandro Putzu e la vita lungo il canale Depretis
Alessandro Putzu, originario di Sorgono in Sardegna, si è trasferito in Piemonte nel 2007 per lavorare nell’impresa edile del fratello. Il suo interesse per la natura e l’ambiente agricolo lo ha portato presto a collaborare con consorzi irrigui locali. Dopo alcune esperienze stagionali nella manutenzione dei canali, nel 2018 è entrato nella Coutenza Canali Cavour, dove ha iniziato a occuparsi della gestione della rete irrigua.
Dopo un periodo iniziale in manutenzione, nel 2021 ha assunto la gestione del canale Depretis, occupandosi dell’apertura, della regolazione e della manutenzione dell’imbocco, della rete secondaria e degli impianti collegati, come il vicino elevatore idraulico. Il suo lavoro copre un lungo tratto del Naviglio di Ivrea fino a Livorno Ferraris, con responsabilità che vanno dal controllo dei flussi d'acqua alla gestione delle emergenze, dai contatti con gli agricoltori alla salvaguardia della fauna.
Putzu descrive il mestiere come profondamente legato alla natura, ma anche altamente tecnico: la misurazione dell’acqua si basa su modelli matematici, ma spesso si affina con l’esperienza, fino a sviluppare un vero e proprio “sesto senso” per prevedere variazioni nei flussi a seguito di temporali o piene.
Pur non sapendo nuotare a causa di un trauma infantile, Alessandro ha un legame personale molto forte con l’acqua e la considera parte essenziale della sua vita. Vive con dedizione la sua professione, curando anche l’antico casello del Depretis come fosse casa propria, ed è coinvolto in prima persona nella gestione delle emergenze, dalla piena al salvataggio di animali.
Infine, sottolinea il valore umano del lavoro di squadra e della solidarietà tra colleghi. La rete idrica è, per lui, anche una rete di relazioni e responsabilità, dove l’uomo deve convivere e non sfidare la natura, imparando a rispettarla e a gestirla con intelligenza.
Indice del video
- Dal centro della Sardegna al Piemonte con mio fratello muratore: la ricerca di un lavoro a contatto con la natura
- Dal 2018 in Coutenza Canale Cavour, gli inizi come stagionale poi al Depretis
- Non c'è mai nulla di uguale: l'anno della siccità ho imparato tutto
- La mia zona di lavoro, da Moncrivello al Gerbido sul naviglio di Ivrea
- Il Canale Depretis e il suo imbocco
- L'elevatore idraulico e il Canale del Rotto
- La gestione dei "bocchetti" per l'irrigazione
- Misurare l'acqua, come ho imparato
- Non so nuotare ma non riesco a stare lontano dall'acqua. La mia Dora.
- Con l'acqua ci parlo
- Fatto il mio siamo nelle mani di Dio! Le forze della natura non si possono fermare
- Il "sesto senso" per l'acqua
- I colori dell'acqua: l'acqua rossa del Chiusella e quella e menta della Dora
- Siamo spesso da soli. Stare da solo con la mia Dora
- Mi sento realizzato perché do il mio contributo per la natura. Il deflusso minimo vitale e l'agricoltura. Due elementi che devono stare in equilibrio
- Prendersi cura di manufatti che hanno una storia lunga
- Il mio primo giorno da solo. Io ho ottenuto tutto dalla vita, il coronamento di un sogno
- Lavorando con l'acqua non ci sono orari
- Chi sta sopra deve avvisare chi sta sotto. Siamo tutti collegati
Dati intervista
Nazione: IT
Regione: Piemonte
Città: Villareggia
Urls: Canale Depretis
Alessandro Putzu
Data di nascita: 18-12-1988
Città: Sorgono
Professione: Altro
Lingue parlate: italiano
Scheda di: Luca Ghiardo
Video di: Luca Ghiardo, Davide Porporato
Creato il: 03-04-2025
Questo video fa parte del seguente archivio
Storie di riso
Storie di riso
Il cibo è una fondamentale risorsa per l’uomo e la sua salute, sia attraverso l’apporto di nutrienti, sia per la capacità di incarnare tratti della cultura umana che giocano un ruolo di primo piano per il nostro benessere.
Ogni territorio ha costruito nel tempo originali modalità attraverso le quali rapportarsi ai frutti della sua terra, arricchendoli di rituali, significati simbolici e consuetudini culinarie. Molta parte di queste relazioni è andata perduta in seguito agli anni del boom economico, con l’esodo dalle campagne verso i centri urbani, con l’avvento di un’agricoltura per la produzione di massa e da ultimo con la globalizzazione dei mercati e il conseguente impoverimento del patrimonio di biodiversità ed etnodiversità.
Scopo di questo archivio è raccogliere testimonianze relative al principale areale di produzione risicola in Europa, ovvero la Pianura Padana, e indagare, attraverso l’analisi di fonti testuali e testimonianze raccolte sul campo, sia ciò che sopravvive di tale patrimonio, sia i modi in cui si è evoluto ed è giunto a noi, prestando un’attenzione particolare ai nessi espliciti ed impliciti che legano cibo e salute.


