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Marco Rossano

​Custode dell’acqua: il racconto di Marco Rossano al Canale Farini

Marco Rossano lavora da dieci anni per l'Est Sesia e si occupa della gestione dell’imbocco del Canale Farini sulla Dora Baltea. Il suo ruolo consiste nel prelevare l’acqua dal fiume e immetterla nel canale Farini, un affluente del Canale Cavour, soprattutto nei periodi in cui il livello del fiume Po è troppo basso. Il suo compito è garantire che il Canale Cavour riceva sempre il giusto apporto idrico, anche in condizioni critiche.

Rossano descrive il suo lavoro come impegnativo e continuo: durante la stagione irrigua, che va da aprile a ottobre, non esistono orari fissi, poiché è necessario un controllo costante del livello dell’acqua, soggetto a variazioni causate dal clima, dalle centrali a monte e dallo scioglimento dei ghiacciai.

Il controllo avviene anche grazie a sensori posizionati nei canali e nelle centrali idroelettriche, ma gran parte del lavoro si basa su esperienza diretta e osservazione visiva: Marco distingue la provenienza dell’acqua (ghiacciai, pioggia, Valchiusella) a colpo d’occhio, in base al colore e alla torbidità.

Rossano sottolinea il valore storico delle opere idrauliche che gestisce, ammirandone la precisione costruttiva ancora oggi insuperata. Il suo lavoro non è solo tecnico: è un’immersione nella natura, fatta di osservazione, responsabilità e dedizione. L'acqua, per lui, è "vita" e rappresenta una risorsa preziosa da usare con precisione, senza sprechi, seguendo i calcoli meticolosi degli uffici idrometrici.

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Storie di riso

Storie di riso

Il cibo è una fondamentale risorsa per l’uomo e la sua salute, sia attraverso l’apporto di nutrienti, sia per la capacità di incarnare tratti della cultura umana che giocano un ruolo di primo piano per il nostro benessere.

Ogni territorio ha costruito nel tempo originali modalità attraverso le quali rapportarsi ai frutti della sua terra, arricchendoli di rituali, significati simbolici e consuetudini culinarie. Molta parte di queste relazioni è andata perduta in seguito agli anni del boom economico, con l’esodo dalle campagne verso i centri urbani, con l’avvento di un’agricoltura per la produzione di massa e da ultimo con la globalizzazione dei mercati e il conseguente impoverimento del patrimonio di biodiversità ed etnodiversità.

Scopo di questo archivio è raccogliere testimonianze relative al principale areale di produzione risicola in Europa, ovvero la Pianura Padana, e indagare, attraverso l’analisi di fonti testuali e testimonianze raccolte sul campo, sia ciò che sopravvive di tale patrimonio, sia i modi in cui si è evoluto ed è giunto a noi, prestando un’attenzione particolare ai nessi espliciti ed impliciti che legano cibo e salute.

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