Stefano Bondesan
Ovest Sesia: custodi dell'acqua e del territorio
Stefano Bondesan, presidente dell'Associazione d'Irrigazione Ovest Sesia, racconta con orgoglio il proprio impegno nella gestione e manutenzione di un bene inestimabile che definisce questa porzione della Pianura Padana: l'acqua. Egli ricorda come Camillo Benso, Conte di Cavour comprese l'importanza di regimentare e disciplinare i corsi d'acqua naturali per ottimizzare la produzione di riso. Una visione che si concretizzò nella creazione di un consorzio in grado di coinvolgere i contadini, trasformando l'acqua in un bene collettivo e condiviso.
Bondesan ripercorre l'affascinante storia del Canale Cavour, così chiamato postumo, costruito tra il 1863 e il 1866 grazie al lavoro di 14.000 persone. Quest'opera straordinaria fu immediatamente celebrata a livello globale come una delle più grandi realizzazioni di ingegneria idraulica del suo tempo.
Oggi Ovest Sesia è un presidio ambientale di primaria importanza, capace di difendere il territorio, che si estende per oltre 100.000 ettari, dai rischi di dissesto idrogeologico. Con oltre 3.000 aziende agricole servite da una rete di 9.000 chilometri di canali irrigui, l'associazione non si limita alla gestione delle acque: rappresenta anche un punto di riferimento culturale, promuovendo una corretta informazione sull'uso sostenibile e virtuoso delle risorse idriche. Bondesan sottolinea, infatti, come il "sistema riso" non consumi acqua, ma la trattenga e la accumuli come una spugna, rilasciandola lentamente. In questo modo, l'acqua non solo sostiene la risicoltura, ma diventa una risorsa preziosa per tutti i territori a valle.
Indice del video
- La presidenza dell'Associazione Ovest Sesia
- Gli 83 Km del Canale Cavour che scorrono da sud a nord con un dislivello di appena 24 metri
- Nascita ed evoluzione dell'idea del Canale Cavour
- Da un errore di Noè la necessità di costruire il Canale Farini
- 1859 l'allagamento delle campagne vercellesi per rallentare l'avanzata degli austriaci: l'Ovest Sesia e il suo contributo alla storia dell'Italia
- 100.000 ettari, 3.000 aziende agricole, 9.000 km di canali: i numeri di Ovest Sesia
- Il diritto di rappresentare il consorzio: l'organizzazione in distretti e tenimenti isolati
- La gestione dell'acqua anche in periodi di siccità
- L'Ovest Sesia è un consorzio: non deve fare utili ma solo offrire servizi
- Lo Statuto del Consorzio: regolamentare l'acqua ma anche fare cultura
- I doveri dei consorziati
- I vantaggi di essere dentro al consorzio
- La risicoltura non "consuma" acqua: il nostro territorio è una spugna che trattiene l'acqua e la rilascia lentamente
- I cambiamenti nella risicoltura: meno sostanze inquinanti nell'acqua e attenzione ambientale
- Il riso una coltura che unisce e che dà vita a una democrazia dell'acqua: il nostro sistema consortile di gestione
- "Quelli del Palazzo": qui non esiste nessun palazzo, tutti sono parte attiva e coinvolti nella gestione
- Sono un appassionato di amministrazione
- L'emozione di essere parte di una lunga e prestigiosa storia
- Il mio mandato travagliato da molti momenti difficili ma anche tanta soddisfazione
- Il Consiglio degli Arbitri e la gestione dei conflitti tra consorziati senza appesantire la giustizia ordinaria
- La presenza di diritti d'acqua storici sul territorio
- Chi "porta a spasso l'acqua" acquaioli e navilanti
- Canali demaniali e canali di proprietà dell'Ovest Sesia, canali di privati: manutenzione
- I 68 distretti irrigui del Consorzio e i 270 tenimenti isolati
- La presenza "discreta" di Ovest Sesia a Vercelli e la statua di Cavour
- Coltura e cultura
- Il Parlamentino e la vita democratica dell'Associazione
Dati intervista
Nazione: IT
Regione: Piemonte
Città: Vercelli
Urls: Associazione Ovest Sesia
Stefano Bondesan
Data di nascita: 14-04-1977
Città: Vercelli
Scuola: Università
Professione: Agricoltore
Lingue parlate: Italiano
Scheda di: Luca Ghiardo
Video di: Davide Porporato, Luca Ghiardo
Creato il: 15-11-2024
Questo video fa parte del seguente archivio
Storie di riso
Storie di riso
Il cibo è una fondamentale risorsa per l’uomo e la sua salute, sia attraverso l’apporto di nutrienti, sia per la capacità di incarnare tratti della cultura umana che giocano un ruolo di primo piano per il nostro benessere.
Ogni territorio ha costruito nel tempo originali modalità attraverso le quali rapportarsi ai frutti della sua terra, arricchendoli di rituali, significati simbolici e consuetudini culinarie. Molta parte di queste relazioni è andata perduta in seguito agli anni del boom economico, con l’esodo dalle campagne verso i centri urbani, con l’avvento di un’agricoltura per la produzione di massa e da ultimo con la globalizzazione dei mercati e il conseguente impoverimento del patrimonio di biodiversità ed etnodiversità.
Scopo di questo archivio è raccogliere testimonianze relative al principale areale di produzione risicola in Europa, ovvero la Pianura Padana, e indagare, attraverso l’analisi di fonti testuali e testimonianze raccolte sul campo, sia ciò che sopravvive di tale patrimonio, sia i modi in cui si è evoluto ed è giunto a noi, prestando un’attenzione particolare ai nessi espliciti ed impliciti che legano cibo e salute.


