Diego Caldera
Vivere l’acqua: Diego Caldera e l'imbocco del Naviglio di Ivrea
Diego Caldera, nato e cresciuto a Ivrea, ha alle spalle una vita interamente dedicata all’acqua: prima come appassionato e guida di rafting, poi come responsabile dell’imbocco del Naviglio di Ivrea per conto del Consorzio. La sua formazione edile e la profonda “acquaticità” sviluppata sin da giovane — nuotando, navigando e vivendo il fiume Dora — lo rendono un conoscitore unico dell’ambiente fluviale.
Il suo lavoro quotidiano consiste nella gestione della presa d’acqua, nel controllo dei flussi e nella comunicazione tempestiva con colleghi e uffici a valle, per garantire la sicurezza e il corretto funzionamento dell’intera rete irrigua. Caldera sottolinea quanto la capacità di lettura diretta dell’acqua — colore, livello, rumore, detriti — sia ancora insostituibile, nonostante le tecnologie di monitoraggio.
Oltre all’irrigazione, si occupa anche di aspetti di manutenzione, rapporti con i contadini, distribuzione dell’acqua, gestione delle emergenze e delle piene. La sua zona, prevalentemente in sopraelevata, richiede attenzione costante per prevenire danni ambientali. Il racconto è arricchito da riflessioni sulle trasformazioni del fiume, sulla comunicazione difficile con la Val d’Aosta in caso di piena, e sull’importanza di una cultura condivisa dell’acqua, ancora oggi fragile e spesso dimenticata.
Indice del video
- Nato a Ivrea sulla Dora
- Ho imparato a nuotare nella Dora, ho vissuto di acqua e cura dei canali
- La proposta di lavorare all'imbocco del Naviglio d'Ivrea
- Aspettare le piene per "giocare"
- Non sono figlio d'arte ma avevo un ottima base. Mettere in sicurezza chi sta a valle
- Gli ordini di servizio, rispettare le richieste degli utenti lungo i 30 km di mia competenza
- La maggior parte della mia zona è in sopraelevata
- Ho messo insieme la mia esperienza di vita e gli insegnamenti dei colleghi
- Vivere sul canale. Abito all'imbocco del Naviglio d'Ivrea
- Rapportarsi con i colleghi, siamo una rete e io sono il primo della fila
- Il mio lavoro prevalente è sul fiume, le montagne vicine, leggere il fiume
- Acquaticità, la sensibilità che ti fa stare in allerta
- Lungo il canale c'è molta natura
- Nella mia zona non è difficile accontentare tutti, ho sempre il canale strapieno
- L'acqua iemale e irrigua: il Naviglio non si ferma mai. Le centrali idroelettriche
- La Roggia della Torre e la sua gestione indiretta. Le liti tra contadini
- Misurare l'acqua nel Naviglio e fuori dal naviglio
- Quando arriva la piena fa effetto. Il dialogo con la Valle d'Aosta
Dati intervista
Nazione: IT
Regione: Piemonte
Città: Ivrea
Diego Caldera
Data di nascita: 25-12-1967
Città: Ivrea
Scuola: Scuola superiore
Professione: Altro
Lingue parlate: italiano
Scheda di: Luca Ghiardo
Video di: Luca Ghiardo, Davide Porporato
Creato il: 05-04-2025
Questo video fa parte del seguente archivio
Storie di riso
Storie di riso
Il cibo è una fondamentale risorsa per l’uomo e la sua salute, sia attraverso l’apporto di nutrienti, sia per la capacità di incarnare tratti della cultura umana che giocano un ruolo di primo piano per il nostro benessere.
Ogni territorio ha costruito nel tempo originali modalità attraverso le quali rapportarsi ai frutti della sua terra, arricchendoli di rituali, significati simbolici e consuetudini culinarie. Molta parte di queste relazioni è andata perduta in seguito agli anni del boom economico, con l’esodo dalle campagne verso i centri urbani, con l’avvento di un’agricoltura per la produzione di massa e da ultimo con la globalizzazione dei mercati e il conseguente impoverimento del patrimonio di biodiversità ed etnodiversità.
Scopo di questo archivio è raccogliere testimonianze relative al principale areale di produzione risicola in Europa, ovvero la Pianura Padana, e indagare, attraverso l’analisi di fonti testuali e testimonianze raccolte sul campo, sia ciò che sopravvive di tale patrimonio, sia i modi in cui si è evoluto ed è giunto a noi, prestando un’attenzione particolare ai nessi espliciti ed impliciti che legano cibo e salute.


